“L’Autorita’ per le garanzie nelle Comunicazioni apra subito un’istruttoria sugli squilibri tra le presenze dei soggetti politici nei tg”: e’ la richiesta contenuta in una lettera inviata da quattro commissari dello stesso organismo di garanzia, Nicola D’Angelo, Michele Lauria, Gianluigi Magri e Sebastiano Sortino al presidente Corrado Calabro’.
LO SQUILIBRIO NEI TG - Alla luce delle notizie di stampa pubblicate in data odierna (il riferimento e’ in particolare all’indagine Vidierre resa nota da Repubblica) che evidenziano il forte squilibrio delle presenze dei soggetti politici nei principali telegiornali italiani, in particolare a favore del presidente del Consiglio, i quattro commissari chiedono di aprire un’immediata istruttoria sulla base dei dati di monitoraggio televisivo forniti dall’Isimm. ‘Ci auguriamo – ha sottolineato il commissario Lauria - che nelle more dell’istruttoria eventuali inadempienze vengano corrette autonomamente dalle testate interessate’. Dai dati dell’Isimm, pubblicati sul sito dell’Autorita‘, risulta che nei primi otto mesi del 2010 Pdl, Lega, premier e governo hanno ‘occupato’ 130 ore nei telegiornali Rai e 87,2 ore nei notiziari Mediaset, mentre Pd e Idv hanno avuto 41,1 ore nei tg Rai e 14,3 ore in quelli Mediaset. In base ai dati del monitoraggio, il Consiglio dell’Agcom valutera’ se aprire l’istruttoria.
I CONTEGGI - Nell’articolo di Repubblica si sottolineava che “in nove mesi sedici ore e mezza di invasione televisiva. Silvio Berlusconi supera tutti i record di apparizione nei principali telegiornali italiani: Tg1, Tg2, Tg3, Tg4, Tg5, Studio Aperto, TgLa7. Non stupisce che il capo del governo abbia più spazio degli altri. Stupiscono le distanze abissali degli inseguitori. Con i suoi 997 minuti e 49 secondi, il Cavaliere da solo sfiora il dato complessivo delle tre opposizioni. Pd, Idv e Udc, con tutti i loro rappresentanti, toccano i 1051 minuti e 89 secondi. Solo lo sbarco in video di Enrico Mentana ha riequilibrato in parte le facce in tv. A vantaggio però non della minoranza ma di Gianfranco Fini e dei finiani”.
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