domenica 17 ottobre 2010

Secondo Bersani la fase finale del Cavaliere è piena di insidie e rischi. Ha ragione o è solo allarmismo politico? E che cosa potrebbe fare il premier per prolungare oltre ogni limite il suo potere?
(13 luglio 2010)
Da un mese il segretario del Pd Pierluigi Bersani, solitamente molto attento a pesare le parole, va ripetendo che «siamo al secondo tempo» del dominio berlusconiano, ma proprio questa fase finale rischia di essere «pericolosa» per il Paese.

Frasi pesate, appunto. Ma inquietanti, perché ogni giorno che passa il sistema di potere attorno al premier sembra sgretolarsi: dopo il caso Scajola e le dimissioni di Brancher, adesso le inchieste giudiziarie sono arrivate al coordinatore del Pdl Denis Verdini, per la vicenda dell'eolico in Sardegna in cui è coinvolto anche Marcello Dell'Utri. Lo stesso Dell'Utri che è appena stato condannato in appello per mafia.

E sotto il profilo politico le cose non sembrano andare meglio per il Cavaliere, costretto a chiedere un'incerta zattera di salvataggio a Casini - dopo aver detto per anni che l'Udc non serviva - a seguito del progressivo sfilarsi dei finiani.

Il tutto mentre nel Pdl ormai è chiaro anche agli ex fedelissimi del Cavaliere che è giunto il momento di giocare in proprio, di ritagliarsi uno spazio autonomo in vista della caduta del cavaliere: di qui il fiorire di fondazioni, correnti, think tank e cordate per non rimanere travolti dal vuoto che si creerà dopo l'implosione del premier.

Il punto, però, è come e quando questa implosione avverrà. Perché Berlusconi non è certamente uomo da mollare nelle difficoltà: al contrario, sono proprio gli ostacoli a indurlo ad attaccare, a rovesciare il tavolo, ad alzare la posta. Lo ha sempre fatto, negli affari come in politica, ed è pronto a farlo anche questa volta. Non solo vuole finire la legislatura, ma vuole portare a termine un progetto di riforma costituzionale che gli permetta di accentrare il maggior numero possibile di poteri nella sue mani, senza dipendere dai partiti, dalle correnti, dal Quirinale, dal Parlamento.

Di qui l'idea che il tramonto di Berlusconi possa essere tanto lungo quanto pericoloso.

Quali attacchi e quali mosse saranno messe in essere per rovesciare un'altra volta in tavolo? E il Paese è pronto ad assecondarle o questa volta reagirà?

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