
lunedì 30 aprile 2012
L’asino e il contadino

Un giorno l'asino di un contadino cadde in un pozzo. Non si era fatto male, ma non poteva più uscire. Il povero animale continuò a ragliare sonoramente per ore. Il contadino era straziato dai lamenti dell'asino, voleva salvarlo e cercò in tutti i modi di tirarlo fuori ma dopo inutili tentativi, si rassegnò e prese una decisione crudele. Poiché l'asino era ormai molto vecchio e non serviva più a nulla e poiché il pozzo era ormai secco e in qualche modo bisognava chiuderlo, chiese aiuto agli altri contadini del villaggio per ricoprire di terra il pozzo. Il povero asino imprigionato, al rumore delle palate e alle zolle di terra che gli piovevano dal cielo capì le intenzioni degli esseri umani e scoppiò in un pianto irrefrenabile. Poi, con gran sorpresa di tutti, dopo un certo numero di palate di terra, l'asino rimase quieto. Passò del tempo, nessuno aveva il coraggio di guardare nel pozzo mentre continuavano a gettare la terra. Finalmente il contadino guardò nel pozzo e rimase sorpreso per quello che vide, L'asino si scrollava dalla groppa ogni palata di terra che gli buttavano addosso, e ci saliva sopra. Man mano che i contadini gettavano le zolle di terra, saliva sempre di più e si avvicinava al bordo del pozzo. Zolla dopo zolla, gradino dopo gradino l'asino riuscì ad uscire dal pozzo con un balzo e cominciò a trottare felice.
Quando la vita ci affonda in pozzi neri e profondi, il segreto per uscire più forti dal pozzo é scuoterci la terra di dosso e fare un passo verso l'alto. Ognuno dei nostri problemi si trasformerà in un gradino che ci condurrà verso l’uscita. Anche nei momenti più duri e tristi possiamo risollevarci lasciando alle nostre spalle i problemi più grandi, anche se nessuno ci da una mano per aiutarci
domenica 29 aprile 2012
sabato 28 aprile 2012
venerdì 27 aprile 2012
1 maggio
Buon 1 Maggio. Ripensiamo al significato di questo giorno di festa che pone il Lavoro al centro dell'interesse nazionale. La vera leva per la crescita, il perno della Legalita', della Dignita' delle persone e del Paese. Non e' solo una celebrazione, ma il fondamento della Nostra Repubblica.
mercoledì 25 aprile 2012
martedì 24 aprile 2012
domenica 22 aprile 2012
giovedì 19 aprile 2012
mercoledì 18 aprile 2012
martedì 17 aprile 2012
sabato 14 aprile 2012
giovedì 12 aprile 2012
* Lavoro: Landini: La precarietà non è stata modificata
L'art.18 rende il reintegro un miraggio
"La precarietà non è stata modificata, quarantasei erano le tipologie contrattuali e possibili in Italia e quarantasei lo sono ancora; gli ammortizzatori sociali non sono stati estesi a tutti i lavoratori ed a tutte le forme di lavoro e ci sono tanti giovani e tante imprese che non ne hanno diritto, in più secondo noi c'è un intervento sull'art. 18 che nei fatti rende il reintegro un miraggio e rende possibile che i licenziamenti ingiusti siano semplicemente indennizzati economicamente quindi il nostro è un giudizio negativo". LO ha detto il Segretario Generale della FIOM, Maurizio Landini, ai microfoni del Gr3.
Quanto allo sciopero di venerdì, Landini ha detto: "Ci auguriamo che manifestazioni come quelle portino il Governo a risolvere il problema di quelle tante persone che oggi si trovano senza lavoro e senza pensione. Alla gente che sta male gli si danno sempre dei termini strani, in questo caso 'esodati' , ma nei fatti sono persone che vengono da aziende in crisi che senza un intervento rischiano di trovarsi senza lavoro e senza una pensione".
L'art.18 rende il reintegro un miraggio
"La precarietà non è stata modificata, quarantasei erano le tipologie contrattuali e possibili in Italia e quarantasei lo sono ancora; gli ammortizzatori sociali non sono stati estesi a tutti i lavoratori ed a tutte le forme di lavoro e ci sono tanti giovani e tante imprese che non ne hanno diritto, in più secondo noi c'è un intervento sull'art. 18 che nei fatti rende il reintegro un miraggio e rende possibile che i licenziamenti ingiusti siano semplicemente indennizzati economicamente quindi il nostro è un giudizio negativo". LO ha detto il Segretario Generale della FIOM, Maurizio Landini, ai microfoni del Gr3.
Quanto allo sciopero di venerdì, Landini ha detto: "Ci auguriamo che manifestazioni come quelle portino il Governo a risolvere il problema di quelle tante persone che oggi si trovano senza lavoro e senza pensione. Alla gente che sta male gli si danno sempre dei termini strani, in questo caso 'esodati' , ma nei fatti sono persone che vengono da aziende in crisi che senza un intervento rischiano di trovarsi senza lavoro e senza una pensione".

MAURIZIO LANDINI "SI PUÒ DIRE NO"
IO CONTINUO A SOSTENERE QUELLO CHE LA FIOM HA DECISO ALL'UNANIMITÀ E NEL RISPETTO DELLE MANIFESTAZIONI CHE I METALMECCANICI HANNO FATTO E FARANNO
Quella della Fornero “non la chiamerei ‘riforma’ perché non lo è. Si tratta di interventi sul mercato del lavoro con una forte coerenza con il taglio alle pensioni e con la logica della lettera Bce. Sono interventi sbagliati e che il sindacato deve continuare a contrastare”. In un’intervista a Il Fatto quotidiano, Maurizio Landini spara ad alzo zero sul ddl del governo e dice che lo sciopero generale va mantenuto (Gli stessi concetti, con un surplus di argomentazioni, li espone anche in un’intervista, uscita anch’essa oggi su Il Manifesto).
La critica non è solo sull’articolo 18, ma “su tutto. Le forme di assunzione sono rimaste 46, non c'è alcuna riduzione della precarietà. Anzi, ci sono provvedimenti che liberalizzano ancora di più il mercato del lavoro come il primo contratto a termine che per 6 mesi non ha bisogno di causali. Sugli ammortizzatori sociali siamo di fronte a una riduzione delle tutele perché alcune forme di cassa integrazione vengono cancellate e la sostituzione della mobilità con l'Aspi riduce il tempo di copertura senza allargare le tutele.
Sull'articolo 18 “il punto è che il provvedimento rende più facili i licenziamenti. Le modifiche non sono solo sull'articolo 18, ma anche sulla legge 604, non c'è più bisogno di motivare il licenziamento individuale e scompare il reintegro per violazione delle procedure previsto dalla legge 223”. Ma la Cgil dice che il reintegro è stato invece reintrodotto, gli fa notare il giornalista. “Il mio giudizio lo porterò al direttivo della Cgil che esprimerà giudizi definitivi – risponde Landini –. Io continuo a sostenere quello che la Fiom ha deciso all'unanimità e nel rispetto delle manifestazioni che i metalmeccanici hanno fatto e faranno”. E ancora: “La Cgil ha un direttivo il 19 e le iniziative sono state confermate. Per noi non ci sono ragioni politiche che ci possono fare accettare la riduzione dei diritti di chi lavora. Penso serva ancora lo sciopero generale, occorre utilizzare tutta la pressione necessaria. La Fiom continuerà le sue iniziative”.
domenica 8 aprile 2012
sLEGAti dalla LEGA
Finalmente esce di scena, travolto dagli scandali, uno dei tribuni del popolo più rozzi e imbarazzanti che abbia mai avuto il nostro paese, che pure ci ha fatto ripetutamente vergognare per la levatura personale, morale e politica della sua classe dirigente.
Umberto Bossi ha incarnato per venticinque anni l’anima più rudimentale, ignorante e becera dell’italiano medio. E la Lega Nord ha rappresentato gli interessi più provinciali, conservatori e qualunquisti di una piccola (anzi, piccolissima) borghesia, degnamente rappresentata dal suo indegno leader.
Quello che molti indicavano come un “politico finissimo” era ed è, in realtà, soltanto una persona sgradevole e volgare, i cui unici argomenti dialettici non andavano oltre il dito medio continuamente alzato verso l’interlocutore, e il vaffanculo continuamente biascicato come un mantra.
Il cosidetto “programma politico” della Lega, d’altronde, era all’altezza di questa bassezza, e si limitava al protezionismo nei confronti dei piccoli commercianti e dei piccoli coltivatori e allevatori diretti, condito da anacronistici proclami per la secessione e l’indipendenza di una fantomatica Padania.
Le patetiche cerimonie a Pontida, e le ridicole simbologie solari o guerriere, rimarranno nella storia del kitsch, a perenne ricordo delle camicie verdi: versione di fine secolo delle camicie nere o brune della prima metà del Novecento, e ad esse accomunate dall’ottuso odio razziale e xenofobo.
Che un movimento e un leader di tal fatta abbiano potuto raccogliere i consensi di una parte consistente della popolazione del Nord Italia, era ed è un’ironica smentita della sua supposta superiorità nei confronti di “Roma ladrona” e del “Sud retrogrado”, oltre che una testimonianza significativa del suo imbarbarimento.
Come se non gli fossero bastati luogotenenti quali Borghezio, Calderoli o Castelli, negli ultimi tempi Bossi aveva lanciato e imposto in politica il proprio figlio degenere. E’ un degno contrappasso, il fatto che proprio le malefatte del rampollo abbiano contribuito alla caduta del genitore. E, speriamo, anche del suo movimento.
Padre e figlio possono ringraziare la fortuna che li ha fatti nascere in Italia, e non in Iraq o in Libia, anche se entrambi hanno contribuito a far regredire il nostro paese al livello di quelli. Non li vedremo dunque trascinati nella polvere, e giustiziati sommariamente: ci acconteremo, o accontenteremmo, di vederli sparire con ignominia dalla politica e dalle nostre vite. Anche se le grida di “tieni duro” da parte dei loro sostenitori ci fanno temere parecchio al riguardo
sabato 7 aprile 2012
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